| I SUCCESSI DEL FRANCHISING |
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IL caso GURU
Guru è il brand di Jam Session Group, società il cui cuore progettuale è un team di 15 designer che di anno in anno rinnovano con successo le diverse collezioni costruite attorno all’icona della margherita. Fondata nel 1999, nei primi 12 mesi di vita la società vende 20 mila T-Shirt, in tre anni arriva a fatturare 10 milioni di euro. Grazie a un forte aumento del business, soprattutto sui mercati esteri europei, in Russia e in Medio Oriente, il marchio decolla arrivando a movimentare nel 2006 un giro d’affari di 90 milioni di euro. Nel 2005 la svolta: l’azienda decide di porsi sul mercato anche in modo diretto, inaugurando un canale retail, con l’apertura di punti vendita in Italia e in Europa. “Si trattava di varare una nuova business unit”, racconta Daniele Pulcini, direttore IT di Guru. “Il progetto prevedeva la rapida costituzione di un canale distributivo composto da negozi total look, proprietari e in FRANCHISING. Nel business plan erano stati previsti almeno una decina di punti vendita nell’arco di un anno. Il gestionale che avevamo in dotazione, però, non era in grado di coprire l’aspetto retail e di offrire una visibilità sui negozi”. Guru cercava una soluzione multicanale e multilingua da integrare all’ERP aziendale, che consentisse di realizzare un modello ripetibile rapidamente all’apertura di ogni nuovo Guru store, senza vincoli geografici o tecnologici. L’obiettivo del progetto era quello di gestire il canale diretto e in franchising attraverso un sistema che in modalità sincronizzata avrebbe consentito alla direzione di poter avere piena visibilità sulle movimentazioni quotidiane dei vari negozi, attraverso un flusso di informazioni dettagliate e puntuali. Il caso INTIMISSI e CALZEDONIA Il marchio Intimissimi è ormai, insieme a Calzedonia, conosciuto in tutta Italia oltre che all’estero, il suo successo è stato veloce e clamoroso tanto che viene naturalmente da chiedersi su cosa abbia puntato il celebre brand in tempi di agguerrita concorrenza asiatica sul tessile. Il marchio è nato nel 1996 sull’onda che Calzedonia aveva innescato 10 anni prima, con l’obiettivo di offrire un prodotto buono ad un prezzo limitato. Dal 1998 la catena conta ben 80 punti vendita per arrivare alla fine del 2005 ad 809 negozi sparsi nel mondo che vestono l’intimo uomo e donna e pigiameria per una fascia d’età che va dai 15 ai 50 anni. Leggendo l’azienda attraverso le 4 P possiamo constatare come essa si sia impegnata su ogni caposaldo del marketing con notevole impegno e capacità di lettura alla luce della realtà attuale: -Il prodotto è di moda e c'è l'attenta cuara di ogni dettaglio, progettato da giovani stilisti, tagliando il costo quindi sia di progettazione che dei materiali qualitativamente validi -Una comunicazione capillare, mai volgare sempre attenta ai sentimenti della gente -Luoghi d'acquisto piacevoli dal design semplice e ordinato e dall'atmosfera accogliente. -Un prezzo non eccessivo che giustifica la qualità del prodotto Il concept che caratterizza la rete intimissimi è il concetto di femminilità in tutte le sue sfumature, dalla ragazzina alla donna matura che ritrovano nel brand una sicurezza per le scelte d’acquisto più particolari e sofisticate come anche per quelle più semplici. Intimissimi rappresenta un valido caso di successo che dimostra come un uso accorto delle diverse leve possa rappresentare uno scoglio insuperabile per la concorrenza che punta solo ad un taglio del prezzo. IL caso GABETTI IL 30 settembre 2007 è stato firmato l’accordo tra Gabetti Property Solutions e Gruppo UBH che prevede il conferimento delle rispettive reti di franchising immobiliare e delle attività di mediazione creditizia in due società controllate congiuntamente dai due Gruppi. L’aggregazione darà vita a una realtà con una forte focalizzazione sul cross selling e un’elevata potenzialità di crescita per linee esterne e interne, potendo contare su una rete di circa 1.500 agenzie in franchising e oltre 200 negozi finanziari che, al 30 giugno 2007, hanno erogato mutui e servizi finanziari per circa 600 milioni di euro. |